Stressàti per ripartire.

Avevamo appena cominciato ad ascoltarci, avevamo appena iniziato a sentire tutto quello che si muoveva dentro, a ricontattare i sogni, i ricordi ed ecco che ci viene chiesto di ripartire…senza una meta.
In un certo senso questa nuova fase post emergenza è quasi più traumatica della precedente.

Siamo passati dal cercare di occupare il tempo, a cercare di capire come sopravvivere alle distanze, alle mascherine, alle nuove regole.

C’era chi stava ancora rileggendo quel libro che aveva abbandonato tempo fa, chi stava scrivendo un progetto nuovo per provare a realizzare il suo sogno nel cassetto, chi aveva ripreso i diari della scuola e stava ricordando chi era e cosa voleva…eravamo in preparazione del cambiamento e ora dobbiamo aprirci ad un quotidiano che ci appare strano e ancora indefinito.

E’ normale sentirsi confusi.

In questo vero momento di transizione facciamo dunque appello alla volontà di lasciare accadere ciò che deve accadere, lasciamoci trasportare vigili dalle sensazioni, dalle percezioni, facciamo decidere al corpo cosa va bene e cosa non va più.

Mai come ora tutto ciò che è superfluo deve cedere il posto ad un’attesa creativa: scrivere, disegnare, leggere, camminare nel verde e aspettare…che il “nuovo” arrivi a bussare alla nostra porta, senza tensione, senza sforzo, senza fare per forza qualcosa.

E’ la nostra primavera in ritardo. Ci meritiamo quel sonno strano, quel lieve nervosismo e quel desiderio di depurazione da pensieri e comportamenti che non fanno più per noi.

Ripartire è ciò che ci viene chiesto, ma non stressiamoci oltremodo anche con grandi tentativi di identificare il futuro e le sue evoluzioni, questa pandemia ci ha davvero insegnato che conta il momento presente, questo respiro, questa giornata e che il resto, con i suoi tempi, arriverà.

Con amore

Tamara